L’incendio del 5 maggio scorso divampato sulla via Pontina, nella zona di Pomezia, e la conseguente grossa nube proveniente dal deposito di plastiche, carta e altri metalli riciclati “Eco-X”, hanno allarmato la popolazione locale.

Al riguardo sono intervenuti gli esperti dell‘IIA-CNR, cercando di fare chiarezza.

Il Direttore dell’istituto Nicola Pirrone afferma: “L’alta temperatura del rogo (3/400 gradi) ha probabilmente contribuito a formare diverse sostanze pericolose, quali derivati del cloro, diossine e idrocarburi policiclici aromatici, i ritardanti di fiamma che sono prescritti dalle normative antincendio e probabilmente metalli pesanti provenienti da materiali metallici, tubi di gomma e cavi elettrici. Si tratta di sostanze per lo più cancerogene, che vanno ad accumularsi nell’organismo causando danni a lungo termine. Tuttavia la loro pericolosità, come per l’inquinamento da smog delle città, deriva dal fatto che le respiriamo tutti i giorni. Quindi, mentre la nube si disperderà in pochi giorni, l’impatto delle sostanze di Pomezia potrebbe farsi sentire solo dopo anni di esposizione”.

Per quanto riguarda le misure di prevenzione “le particelle tossiche sono per lo più legate al particolato – continua Pirrone -, che in questo caso è molto piccolo. Le mascherine quindi aiutano. Se c’è vento, l’inquinamento viene disperso nell’atmosfera, ma una parte si depositerà sui terreni. Per questo, sicuramente restare in casa, chiudere le finestre ed uscire con le mascherine sono provvedimenti di buon senso, così come evitare di far pascolare gli animali in questi giorni o mangiare verdura appena raccolta”.

Il Dirigente di Ricerca Angelo Cecinato dichiara che “la natura dei materiali combustibili (carta, plastica e materiale di riciclo) suggerisce la possibilità di un rilascio nell’atmosfera di polveri fini e ultra-fini tipiche di ogni processo di combustione e ricche di composti potenzialmente tossici per la salute (idrocarburi policiclici aromatici e derivati, plastificanti, ritardanti di fiamma, composti organici clorurati, metalli pesanti). Ritengo che i provvedimenti disposti dall’Amministrazione Comunale di vietare le manifestazioni sportive e il pascolo degli animali all’aperto, di allontanare i residenti dalla zona circostante il perimetro dell’incendio, di raccogliere e consumare prodotti agricoli solo previo abbondante lavaggio e infine di chiudere gli istituti scolastici possano soddisfare le esigenze di tutela della salute della cittadinanza.

L’istituto conferma la propria disponibilità a collaborare con le Amministrazioni, con l’ARPA e con le Autorità Governative competenti, per l’esecuzione di eventuali studi e valutazioni ambientali, anche in ragione della effettiva composizione chimica del materiale combusto”.

 

FONTI:

Repubblica.it;

Cnr.it