Le esplosioni che hanno colpito siti di estrazione e depositi petroliferi in Iran stanno generando un’emergenza ambientale rilevante. Il rilascio violento di greggio non trattato, piu ricco di zolfo ed azoto rispetto agli standard internazionali, ha aumentato la presenza in atmosfera di composti solforati e azotati, con piogge acide ad alta concentrazione di acido solforico e nitrico.
A delineare il quadro e Adriana Pietrodangelo, ricercatrice dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico – CNR.
Oltre alla tossicita immediata, preoccupa la diffusione di polveri sottili ricche in fuliggine nera, idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti, con potenziali effetti cancerogeni e infiammatori. Gli inquinanti si depositano su suolo e superfici urbane, possono inquinare l’acqua, entrare nella catena alimentare e persistere a lungo, con rischi sanitari che si estendono nel tempo, fino a possibili impatti oncologici, neurologici e cardiovascolari.
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