Quale aria respireremo nelle città del futuro?

Questa una delle domande che hanno mosso lo studio alla base del rapporto di ricerca “Più mobilità elettrica: scenari futuri e qualità dell’aria nelle città italiane” a cura di Valeria Rizza, Francesco Petracchini, Dino Marcozzi e Francesco Naso, che verrà presentata con un convegno digitale il prossimo 25 marzo 2021. Il rapporto, realizzato dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Cnr in collaborazione con Motus-E, l’associazione italiana per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia, presenta due scenari temporali differenti proiettati su cinque grandi città italiane.

 

Lo studio presenta una valutazione della dispersione in atmosfera e della ricaduta al suolo degli inquinanti primari e secondari e il relativo impatto emissivo nelle città di Torino, Milano, Bologna, Roma e Palermo, secondo un’analisi di due scenari prospettici, rispettivamente al 2025 e al 2030, dell’attuale parco circolante di veicoli relativi ai comparti del trasporto privato e della logistica delle cinque città italiane oggetto di studio. Inoltre, ha permesso di evidenziare non solo come il traffico veicolare sia tra le prime cause di inquinamento in ambito urbano, ma anche come la considerevole ricaduta sul numero di morti premature produca una significativa incidenza sui costi sociali ed economici.

Dai risultati ottenuti si evince come, all’interno di uno scenario più ampio di ricambio del parco veicolare privato, la penetrazione di una percentuale di veicoli elettrici giochi un ruolo fondamentale nella riduzione delle concentrazioni degli inquinanti locali, in particolare di NO2.

Si rileva una riduzione delle concentrazioni, in termini percentuali relative al comparto mobilità, da un minimo di 47% (caso Bologna) ad un massimo di 62% (caso Roma) considerando lo scenario al 2025, mentre prendendo in considerazione lo scenario al 2030 si assiste ad una riduzione che va dal 74% (caso Palermo) fino ad un massimo dell’89% (caso Roma).

Impatto ridotto, ma comunque importante per il PM10. Se si osservano i risultati dello scenario 2025 la percentuale di riduzione parte da un minimo del 28% (caso Bologna) fino ad un massimo del 38% (caso Palermo); per lo scenario 2030 l’abbattimento non è così determinante come per NO2, la riduzione varia tra 34% e 46%.

La maggiore penetrazione di vetture elettriche prospettata nello studio si traduce anche in una significativa riduzione delle stime del numero di morti per città come Milano, Roma e Torino in relazione alle concentrazioni di NO2 e PM10 e il relativo costo sociale (VSL) associato al numero di morti evitate, legate ai cambiamenti di concentrazioni di PM10 e NO2 dovute al solo contributo del traffico, che si verificano nei diversi scenari ipotizzati, e che varia tra circa 140 milioni e circa 2 miliardi di euro allo scenario 2025, e circa 222 milioni e 3 miliardi allo scenario 2030.

 

Il convegno verrà trasmesso giovedì 25 marzo in diretta streaming sulle pagine Facebook @iiacnr e @AssociazioneMotusE, a partire dalle ore 10:00 fino alle ore 12:30. Nel corso dell’evento interverranno, tra gli altri, esponenti del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, dell’Anci, delle amministrazioni delle città interessate dallo studio e di Kyoto Club.