Il laboratorio Smart Technologies for Earth Observation (ST4EO) è una realtà dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico che opera in ambito nazionale ed internazionale per lo sviluppo di metodologie osservative utili alla descrizione dei fenomeni che avvengono sul nostro pianeta. Le attività sono incentrate sui diversi termini della catena di valorizzazione del dato e comprendono lo sviluppo di dispositivi per il monitoraggio in continuo delle superfici terrestri, la definizione di flussi di elaborazione ed integrazione di dati in-situ e remoti, la condivisione delle conoscenze finalizzata all’uso e ri-uso dei dati osservativi.

Le attività recenti di questa struttura sono concentrate sugli ambienti freddi alpini, artici ed antartici dove sono in corso il mantenimento e lo sviluppo delle capacità osservative in continuo della superficie nevosa. Le principali metodologie usate ad integrazione dei prodotti forniti dalle principali agenzie spaziali internazionali sono rappresentate da: spettroradiometria Vis-NIR in campo; e fotografia terrestre.

Tutte le attività sono svolte in sinergia con altri istituti del CNR nell’ambito della rete Niveos e garantiscono il mantenimento della strumentazione e delle catene di elaborazione dei dati osservativi raccolti presso la Amundsen-Nobile Climate – Change Tower gestita dalla Stazione Artica Dirigibile Italia del CNR.

STRUMENTAZIONI

CReM

Il Continuous Reflectance Monitor (CReM) è una facility, presente a Ny Alesund, utile al monitoraggio in continuo delle proprietà ottiche della copertura nevosa. Il sistema è operativo dal 2015.

Referente: Roberto Salzano

SnowCam

Un sistema di telecamere controllate da remoto è presente presso la Amundsen-Nobile Climate Change Tower per stimare la frazione di superficie coperta da neve. Il sistema opera nel visibile e nello SWIR dal 2017. Gli algoritmi sviluppati, presenti sul nodo dati presente a Sesto Fiorentino, sono inclusi in catene di elaborazione di sistemi gestiti da diverse istituzioni nazionali ed europee. Le serie temporali oggetto di questi studi coprono gli ultimi 20 anni sia in ambito alpino che artico.

Referente: Roberto Salzano